Enigma: a Barcellona un originale ristorante-labirinto

Un locale-labirinto la cui esperienza dura 3 ore. Si chiama Enigma e per entrare occorre conoscere un codice segreto. Non parliamo di una escape room ma di un originale ristorante di Barcellona, ideato da Alberto Adria, dove i coperti sono pochissimi (poco più di venti) e sparsi lungo i meandri di un corridoio simile a un labirinto.
Questo il percorso da fare per i clienti. Si prenota online un paio di giorni prima della data prescelta e si riceve un indirizzo, un codice e si pagano un centinaio di euro. Il giorno ci si reca in un condominio, si digita il codice e si entra nelle prime delle sei stanze in cui si articolerà il percorso gastronomico: ben sei ambienti separati che si snodano in quasi 700 metri quadrati di spazio. All’ingresso si gusterà un’infusione; nella prima stanza si effettua una non-scelta del menù: ossia, potete chiedere in cosa consiste o procedere alla cieca; nel salottino successivo i clienti si deliziano con cocktail e bocconcini; si arriva alla zona mixologist con drink e tapas; bocconi alla plancia nella zona cucina; a seguire la sala da pranzo e la cena; infine, c’è il passaggio obbligato al bar per il caffè e la piccola pasticceria.
Quasi tre ore di enigma e 220 euro (bevande incluse)!

Un’idea che non nasce dal nulla. Si tratta (come riporta il New York Times) dell’ottavo ristorante aperto in altrettanti anni da Albert Adrià, fratello del più famoso Ferran, di cui cinque nello stesso quartiere di Barcellona. Un vero e proprio impero gastronomico all’insegna della cucina spagnola anche se alquanto rivisitata: ogni anno attira circa 100.000 clienti, di cui la metà stranieri.
Enigma propone una cucina varia e complessa, con un’atmosfera futuristica, con tavoli e sedie che paiono scolpiti dentro blocchi di ghiaccio. I clienti possono vedere quanto avviene in cucina attraverso dei pannelli tipo ghiaccio opaco, mentre sul soffitto le luci viola e blu rendono l’atmosfera surreale.

Di sicuro i clienti non usciranno dal locale annoiati o con un’espressione di indifferenza.


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