Che ne direste se si associasse escape room alla scienza?

Nulla dimostra l’interesse quasi morboso del pubblico per l’interattività del mondo reale e per le escape room che richiedono logica e creatività per risolvere enigmi e misteri legati a dei crimini, a volte disinnescando ordigni esplosivi e sfuggendo alla fame di zombie incatenati al muro. E se si provasse ad associare una camera di fuga con la scienza?

E’ proprio quello che hanno voluto fare i creatori di LabEscape, aperta recentemente al Lincoln Square Mall di Urbana (in Illinois – USA): risolvere una serie di rompicapo e problemi che coprono vari settori della fisica, tra cui ottiche (la specialità di Kwiat), magnetismo e conduzione elettrica.

La stanza è incentrata sulla scomparsa di un immaginario professor Schrödenberg dell’Universita dell’Illinois, fisico ed esperto nella ricerca di nanotubi di carbonio, che scompare dopo aver sviluppato un computer quantistico top secret che può alterare un codice di codifica digitale di sicurezza in tutto il mondo. I giocatori hanno un’ora per risolvere tutti i puzzle e scoprire il destino del professore americano.

Un mistero che sfida la capacità dei giocatori di imparare e applicare la fisica. La LabEscape è il frutto di Paolo Kwiat, un professore di fisica dell’Università dell’Illinois, il cui obiettivo è stato di sviluppare un modo divertente per dimostrare alla gente che la fisica è importante per la loro vita quotidiana, e che la scienza e l’arte non sono così lontani come qualcuno potrebbe pensare.

Kwiat e il suo team, che comprende un altro professore e diversi studenti e volontari, stanno già pianificando una seconda stanza che si aprirà questa estate e servirà come sequel della saga del Professor Schrödenberg.


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